linfonodo ingrossato ascella destra dopo due melanomi
Inviato: 20 ago 2012, 14:37
Gentili Utenti, scrivo nella speranza che qualcuno possa darmi una risposta ad una diagnosi che dopo un anno ancora latita.
Nel 2010 mi è stato asportato melanoma dorso, parte destra, I stadio Clarke, a cui è seguito intervento di allargamento.
L'anno successivo, a seguito di repentina modifica, altra asportazione melanoma, zona limitrofa, I stadio Clarke, con ulteriore intervento radicalizzazione. Premetto che mia madre è morta di melanoma a soli 37 anni, e stesso destino è toccato a suo cugino di I grado, a 39 anni.
Dopo due mesi dall'ultima asportazione, l'ascella destra si è gonfiata e al tatto si avvertiva una pallina, inzialmente non dolente.
Mi è stato detto che era un linfonodo, originariamente 0.7 cm, reattivo. Sono seguiti tutti gli esami del caso, mono.test, malattie infettive varie...ecografie, sempre reattivo, ma non si capiva a cosa e si consigliavanp controlli a 3 mesi.
Da sei mesi a questa parte il dolore iniziava a divenire insstenibile, il braccio quasi paralizzato(non posso guidare, non posso fare nessuna pressione al braccio, nemmeno sollevare una borsa, indossare un banale reggiseno...). Di nuovo controlli e il linfonodo ascellare è arrivato a 1.4 cm, ancora esami di ogni genere, antibiotici di ogni genere, anti infiammatorio, iniezioni di cortisone...nessun apprezzabile miglioramento, pet negativa, ma rileva l'infiammazione.
Veniamo ad oggi, da un mese a questa parte ho la febbre tutti i giorni, con picchi fino 39 gradi ed oltre, forte disidratazione cutanea, dolore allucinante al braccio...la faccio breve, l'oncologo di riferimento, esperto in senologia mi ha detto che non sa da cosa dipende e mi ha dato lyrica per il dolore, finita in ospedale per shock anafilattico; alla fine mi suggerisce un fisioterapista e mi dice che nulla si può fare!
Un mio amico chirurgo toracico mi dice di andarlo a trovare e mi fa vedere da un chirurgo esperto in linfoadenopatie e senologia, il quale mi prescrive l'intervento con urgenza, e successivo esame istologico del linfonodo.
Ora, chiedendo venia per il mio essere prolissa, Vi chiedo sarà la strada giusta?
La mia vita ha subito un duro colpo con la morte di mia madre (avevo solo 14 anni), poi l'essere stata colpita io stessa dal medesimo tumore e per due volte, mi ha devastata...ora questo stato di handicap che mi procura il braccio e la febbre altissima, mi stanno dando il colpo di grazie. Chiedo a chiunque di Voi un cosiglio di cuore. Perdonate lo sfogo.
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Nel 2010 mi è stato asportato melanoma dorso, parte destra, I stadio Clarke, a cui è seguito intervento di allargamento.
L'anno successivo, a seguito di repentina modifica, altra asportazione melanoma, zona limitrofa, I stadio Clarke, con ulteriore intervento radicalizzazione. Premetto che mia madre è morta di melanoma a soli 37 anni, e stesso destino è toccato a suo cugino di I grado, a 39 anni.
Dopo due mesi dall'ultima asportazione, l'ascella destra si è gonfiata e al tatto si avvertiva una pallina, inzialmente non dolente.
Mi è stato detto che era un linfonodo, originariamente 0.7 cm, reattivo. Sono seguiti tutti gli esami del caso, mono.test, malattie infettive varie...ecografie, sempre reattivo, ma non si capiva a cosa e si consigliavanp controlli a 3 mesi.
Da sei mesi a questa parte il dolore iniziava a divenire insstenibile, il braccio quasi paralizzato(non posso guidare, non posso fare nessuna pressione al braccio, nemmeno sollevare una borsa, indossare un banale reggiseno...). Di nuovo controlli e il linfonodo ascellare è arrivato a 1.4 cm, ancora esami di ogni genere, antibiotici di ogni genere, anti infiammatorio, iniezioni di cortisone...nessun apprezzabile miglioramento, pet negativa, ma rileva l'infiammazione.
Veniamo ad oggi, da un mese a questa parte ho la febbre tutti i giorni, con picchi fino 39 gradi ed oltre, forte disidratazione cutanea, dolore allucinante al braccio...la faccio breve, l'oncologo di riferimento, esperto in senologia mi ha detto che non sa da cosa dipende e mi ha dato lyrica per il dolore, finita in ospedale per shock anafilattico; alla fine mi suggerisce un fisioterapista e mi dice che nulla si può fare!
Un mio amico chirurgo toracico mi dice di andarlo a trovare e mi fa vedere da un chirurgo esperto in linfoadenopatie e senologia, il quale mi prescrive l'intervento con urgenza, e successivo esame istologico del linfonodo.
Ora, chiedendo venia per il mio essere prolissa, Vi chiedo sarà la strada giusta?
La mia vita ha subito un duro colpo con la morte di mia madre (avevo solo 14 anni), poi l'essere stata colpita io stessa dal medesimo tumore e per due volte, mi ha devastata...ora questo stato di handicap che mi procura il braccio e la febbre altissima, mi stanno dando il colpo di grazie. Chiedo a chiunque di Voi un cosiglio di cuore. Perdonate lo sfogo.
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