Ma come me c'è una tribù di gente che alla fine NON SI ARRENDE!

Adenopatie, Leucemie,Linfomi e Paragangliomi

Forum di esperienze personali su Linfoadenopatie, Paragangliomi, Linfomi Hodgkin e non Hodgkin Leucemie,Mielomi e relativi protocolli di cura.

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: 20 gen 2015, 13:38 
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Iscritto il: 27 giu 2011, 7:26
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Carissimi amici eccomi qui ..... Un po' di tempo è passato dall ultima volta che ci siamo sentiti.....
Andrea continua con i controlli e tutto procede .... università e tanto stress per i prossimi esami universitari.....
Volevo confrontarmi con voi avere un vostro parere ...
Circa due settimane fa in una situazione di apparente benessere anche se faticosa per lo studio Andrea improvvisamente ha accusato tachicardia fortissima si è molto spaventato ... corsi in ospedale e fatto tutti gli esami eco cardiaco ed anche holter ma lui è entrato in stress non si tranquillizza ... abbiamo fissato appuntamento anche con psicologo ma niente
... La prof che lo segue per LDH ha detto che succede dì avere una forma di depressione per chi è affe da linfoma è che non sempre è nell immediato
Vi abbraccio e lascio :incrocio :incrocio per tutti voi


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MessaggioInviato: 20 gen 2015, 17:41 
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Iscritto il: 19 feb 2007, 12:42
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Casetta: viewtopic.php?f=24&t=171
in effetti anche a me venne un periodo di crisi dopo alcuni mesi.
Io la chiamo la memoria del dolore.
E ' proprio tosta !
Ho fatto colloqui con un professionista e poi antidepressivi.
ma il colloqui con una persona che non fosse la famiglia e che non avesse vissuto con me la malattia,
mi ha servito moltissimo.
Mi raccomando non sottovalutate l'episodio.

un abbraccio e tanti pensieri positivi.
il tempo aiuta molto , ma occorre avere molta pazienza.
Tiziana da

_________________
copenaghen


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MessaggioInviato: 20 gen 2015, 22:13 
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Iscritto il: 27 dic 2009, 0:37
Messaggi: 2866
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Ciao!
che dirti, se non tutta la comprensione possibile per un ragazzo che
adesso, a 19 anni affronta le "normali" difficoltà delle fasi della vita, iniziando
l'università...ma dopo aver passato cose che i suoi coetanei neanche immaginano
Qualcosa che potrebbe assomigliare ad attacchi di panico, magari perchè Andrea ha scelto non discipline dello spettacolo, ma medicina, cioè qualcosa che PER FORZA lo rimetterà a confronto con la sua esperienza di sofferenza
Forse si è sentito "in dovere" di scegliere questa strada, per aiutare altri che soffrono...ma lui, lui dentro di sè come sta? Forse...e sottolineo FORSE lui, essendo "guarito" ritiene che solo facendo il medico potrà "sdebitarsi" con la sorte...è importante che sappia, che sia convinto DENTRO di sè, che non è così.
Lui è guarito e già questo lo rende stupendo per sè e per voi, ma anche per i medici, la scienza ecc...NON ha debiti da pagare per questo, e deve seguire la propria strada come tutti i ragazzi "sani", perché è quella che LUi desidera.
Hai detto che avete provato con uno psicologo, ma non ha funzionato. Non capisco che tipo di percorso abbiate fatto, ma non riesco a dirvi altro che non "ritentate". i disturbi di Andrea segnalano che ha bisogno di aiuto in questo senso.
Lui ha diritto a godersi la vita che si è così difficilmente riconquistato
Lory


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MessaggioInviato: 21 gen 2015, 13:36 
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Iscritto il: 27 giu 2011, 7:26
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Carissime vi ringrazio molto per il sostegno .. sicuramente questo momento non è sottovalutato assolutamente.... ed è proprio questo che ci ha portato a non perdere tempo sia per quel che riguarda i controlli clinici che prestare attenzione al disagio emozionale .... Certo alla base condivido in parte il pensiero di Loredana quando si sofferma sul tipo di studi intrapresi... nello specifico c'è una naturale predisposizione che nasce prima della malattia tant'è che proprio durante le terapie veniva ironicamente dissuaso dai medici che lo avevano in cura
Io credo che in questo momento di passaggio nell'età adulta ci sia la consapevolezza di ciò che ha affrontato... lui ha sempre mantenuto molto autocontrollo durante il percorso ed anche dopo non si è mai lasciato andare
Adesso sicuramente c'è un percorso da affrontare... dolore da buttare fuori e quindi tutto l'aiuto possibile
Vi ringrazio tanto tanto e vi abbraccio kissing


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MessaggioInviato: 22 gen 2015, 16:40 
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Iscritto il: 27 dic 2009, 0:37
Messaggi: 2866
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Carissima lia
non mi stupisco nel sentir parlare di "autocontrollo" durante la malattia e le cure...
è naturale che, proprio in chi cerca di controllarsi al massimo, a un certo punto, il "tappo" salta ed emerge (per fortuna, forse), la fragilità che chiunque, ma soprattutto un ragazzo di 15 anni, vive di fronte a una situazione che mette a rischio la sua vita.
E anche per la "naturale predisposizione", tieni nel debito conto che tuo figlio si è ammalato da ragazzino.
Anch'io alle elementari volevo studiare lingue, poi alle medie volevo fare il medico o l'insegnante...mio nipote vuol fare lo scienziato perchè a scuola gli piace "scienze", ma anche il vigile, come suo papà e suo nonno...ha 7 anni: da grande, cosa gli piacerà? Mia figlia amava la grafica e il cinema, ma a 20 anni avrebbe voluto fare fisioterapia. E questo è rimasto il sogno irrealizzato della sua vita.Della grafica non le importa più niente.
Forse davvero Andrea VUOLE fare il medico, ma un conto è fantasticare "io farò il dottore, guarirò i malati", un conto è entrare nei reparti ospedalieri, vedere e TOCCARE persone,anche BAMBINI malati, e sapere che per qualcuno di loro potrai fare "poco", magari potrai aiutarlo a soffrire di meno - e per me è già molto... - , ma non potrai GUARIRLO.
Oggi tuo figlio deve fare i conti con questa realtà, e poi potrà essere un ottimo medico, io non concordo con i dottori che lo hanno curato e lo sconsigliavano: solo perché uno è stato malto non può più faae il medico? Può farlo eccome, e magari anche meglio di altri, però deve fare i conti con la sofferenza in modo più profondo rispetto ai suoi coetanei.
Ecco perchè mi sento di dirti che tu, come mamma, puoi fare poco, se non dire a tuo figlio di prendersi tutto il tempo di cui ha bisogno e cercare di convincerlo a "rinunciare" all'autocontrollo per tirare fuori, con voi della famiglia o con altri interlocutori, le sue emozioni, i suoi vissuti, i suoi desideri ma anche gli aspetti della vita che si sente di affrontare e quelli che all'oggi gli risultano troppo pesanti.
Se vuoi, sentiamoci anche in privato
Ti abbraccio fortissimo
Lory


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MessaggioInviato: 7 gen 2017, 16:49 
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Iscritto il: 4 gen 2017, 9:35
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Ciao Lia, sono nuova qui sul forum, mi sono letta la vostra storia e son contenta che i controlli vadano bene. Leggendo gli ultimi sviluppi, mi viene da chiedere...sei sicura che quello che manifesta adesso Andrea sia legato al LDH? Magari è un'osservazione superficiale, ma io mi sono laureata in medicina a marzo dell'anno scorso. Ho vissuto in prima persona, nel corso dei miei studi, e ho visto molti "colleghi" vivere tachicardie, emicranie, falsi infarti, falsi tumori, molti (veri!) attacchi di panico. Sono studi pesanti e le persone non sono macchine, hanno dei vissuti e dei sentimenti che, se messi sotto pressione, si manifestano come possono. A maggior ragione, con un vissuto stressante alle spalle come quello di Andrea, qualcosa a galla risale. Però, prima di parlare di depressione post LDH, proverei magari una psicoterapia.
I medici dicono sempre, più o meno ironicamente, a chi vuole far medicina di evitare. Anche io lo sconsiglio già, anche se sono appena laureata :roll: Sono anni di sacrifici non sempre riconosciuti, ma credo che vivere l'esperienza della malattia da vicino ti possa davvero rendere un medico migliore, perché purtroppo solo facendo esperienza diretta di certe sofferenze le puoi capire fino in fondo e immaginare cosa passi un malato. Solo a quel punto interpreti meglio le sue reazioni e le sue necessità. Io mi son resa conto in corso di tirocinio (ho scoperto la malattia mentre facevo il tirocinio di abilitazione post-laurea) di dare un diverso peso alle parole e alla sofferenza delle persone rispetto a prima. Sono convinta che se Andrea ha intrapreso questa strada per passione, allora sarà un buon medico.
Un abbraccio grande
fortza paris
mars

_________________
Sometimes I lay under the moon
and I thank God I'm breathing
Then i pray don't take me soon
'cos I am here for a reason
Sometimes in my tears I drown
But I never let it get me down
So when negativity surrounds

I know some day it'll all turn around because...


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MessaggioInviato: 2 feb 2017, 14:49 
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Iscritto il: 27 giu 2011, 7:26
Messaggi: 104
sesso: f
Mars ha scritto:
Ciao Lia, sono nuova qui sul forum, mi sono letta la vostra storia e son contenta che i controlli vadano bene. Leggendo gli ultimi sviluppi, mi viene da chiedere...sei sicura che quello che manifesta adesso Andrea sia legato al LDH? Magari è un'osservazione superficiale, ma io mi sono laureata in medicina a marzo dell'anno scorso. Ho vissuto in prima persona, nel corso dei miei studi, e ho visto molti "colleghi" vivere tachicardie, emicranie, falsi infarti, falsi tumori, molti (veri!) attacchi di panico. Sono studi pesanti e le persone non sono macchine, hanno dei vissuti e dei sentimenti che, se messi sotto pressione, si manifestano come possono. A maggior ragione, con un vissuto stressante alle spalle come quello di Andrea, qualcosa a galla risale. Però, prima di parlare di depressione post LDH, proverei magari una psicoterapia.
I medici dicono sempre, più o meno ironicamente, a chi vuole far medicina di evitare. Anche io lo sconsiglio già, anche se sono appena laureata :roll: Sono anni di sacrifici non sempre riconosciuti, ma credo che vivere l'esperienza della malattia da vicino ti possa davvero rendere un medico migliore, perché purtroppo solo facendo esperienza diretta di certe sofferenze le puoi capire fino in fondo e immaginare cosa passi un malato. Solo a quel punto interpreti meglio le sue reazioni e le sue necessità. Io mi son resa conto in corso di tirocinio (ho scoperto la malattia mentre facevo il tirocinio di abilitazione post-laurea) di dare un diverso peso alle parole e alla sofferenza delle persone rispetto a prima. Sono convinta che se Andrea ha intrapreso questa strada per passione, allora sarà un buon medico.
Un abbraccio grande
fortza paris
mars


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